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Secca di Capo Graziano

Situata duecento metri dalla costa, sotto la montagnola di Capo Graziano, nell’estrema punta sud-est dell’isola, per millenni la secca è stata una trappola per i naviganti. Il suo cappello sito a -2,7 m di profondità, si trova nella rotta d’ingresso al  porto di Filicudi . Oggi i relitti che si trovano nei pressi della “mangiatrice di navi” sono nove, ma date le elevate profondità, solo tre possono essere visitati, percorrendo il percorso archeologico sottomarino. Il sito è interdetto alla pesca, all’ancoraggio e a qualsiasi tipo di attività ed è possibile visitarlo esclusivamente accompagnati dai diving center autorizzati dalla sopraintendenza del mare e dalla capitaneria di porto.

L’immersione “la secca di Capo Graziano” è in assoluto una delle top del Mediterraneo, poichè racchiude in se tanti scenari della subacquea: natura, relitti, grotte, ecc…

Il percorso ha inizio dalla boa d’ormeggio che si trova vicino al cappello dal quale si scende fino a -30m in direzione sud. Qui sarà possibile ammirare le anfore adagiate sulla sabbia. Mantenendovi lungo la parete della secca che ritroverete alla vostra sinistra si prosegue verso il relitto A “Roghi” (II secolo a.c.) che va dai -35m ai -45m, dove osserveremo quello che rimane del carico di una nave greco italica che trasportava anfore da vino, piatti e oggetti di varia natura. La maggior parte delle anfore sono state recuperate negli  anni settanta, da Bartolo Giuffrè, e si trovano ad oggi nel museo archeologico di Lipari .

Continuando il nostro percorso ci trasferiamo nel lato nord della secca dove a circa -25m di profondità  giacciono sul fondo due ancore di un galeone spagnolo del XVII secolo. Risalendo da una franata di roccia frequentata da dotti e cernie, arriviamo quasi sul sommo della secca, dove giace un ala di aliscafo, rappresentativa della pericolosità dello scoglio sino ai giorni nostri. In questo punto della secca la natura si esprime in tutte le sue sfumature: spugne, madrepore, briozoi, nudibranchi come le flabelline (Flabellina lilla) e pesci come cernie, saraghi, salpe e pesci pappagallo ( Sparisoma cretense) che vivono qui indisturbati. Il percorso termina esplorando la parte meno profonda della secca ma allo stesso tempo ricca di castagnole e occhiate che attirano a sua volta pesci più grandi come barracuda, ricciole e carangidi.